Riattivazione dell'impianto “ex Mulino Bunello” sul Canale San Vito in Comune di Mereto di Tomba

Riattivare centrali dismesse per la produzione di energia idroelettrica e farlo con un’ottica imprenditoriale, cercando cioè partner sul territorio per progetti condivisi. Sono questi i capisaldi dell’operazione che porteranno il Consorzio di Bonifica Ledra Tagliamento e l’Istituto diocesano di Udine per il sostentamento del clero a realizzare una centralina idroelettrica in comune di Mereto di Tomba, riattivando l’impianto “ex Mulino Bunello” lungo il canale San Vito.
La convenzione tra i due soggetti è già stata siglata, dopo la deliberazione dei rispettivi organismi decisionali. Il costo dell’intervento è di 330 mila euro, partecipato al 65% dall’Istituto diocesano per il sostentamento del clero, che in un documento del luglio scorso aveva manifestato l’interesse per lo sfruttamento dei corsi d’acqua naturali ed artificiali per la produzione di energia elettrica. Il Consorzio Ledra Tagliamento è già titolare della concessione di grande derivazione ad uso promiscuo irriguo, forza motrice e pubblico domestico dei fiumi Ledra e Tagliamento.
La centralina sfrutterà un salto di 1,5 metri con una portata media di 3,1 m³ al secondo per una potenza media di 46,21 kW. La produzione annua di energia è prevista in 280.174 Kwh che, secondo il business plan pluriennale, sarà ceduta alla rete elettrica nei primi 16 anni e per i successivi quattro anni di concessione sarà in vendita diretta.
“L’Istituto ha riconosciuto nel Consorzio un partner titolato ed affidabile”, sottolinea il presidente del Consorzio Ledra Tagliamento, Dante Dentesano. È nato così un progetto “di riutilizzo di una struttura preesistente e dismessa che dunque – continua il presidente - viene recuperata con un sicuro beneficio sia dal punto di vista economico, sia ambientale”.
Prosegue così l’impegno del Consorzio per rendere la propria attività energeticamente autosufficiente attraverso l’utilizzo di fonti rinnovabili, in particolare quella idrica e quella solare (con impianti fotovoltaici).
La partecipazione di capitale dell’Istituto per il sostentamento del clero comporterà allo stesso un riconoscimento di parte degli utili derivanti dalla gestione della centralina in carico al Consorzio insieme alla sua realizzazione.